La Natura nel Cinema

Sono molti i film in cui la Natura è una sorta di coprotagonista, o comunque gioca un ruolo importante, sia da un punto di vista narrativo che visivo. Nello specifico, ho scelto quattro esempi cinematografici dove la Natura è materialmente e simbolicamente presente.

Nel film La sottile linea rossa (1998) di Terrence Malick l’ambientazione non è soltanto un luogo fisico determinato, ma anche e soprattutto una metafora della natura stessa e della vita allo stato primitivo.

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Ambientato durante il secondo conflitto mondiale, La sottile linea rossa racconta la guerra in un’isola del Pacifico dal punto di vista degli uomini costretti a combatterla.

Le inquadrature, i movimenti di camera e i suoni sono scelti da Malick in modo da far risaltare l’ambiente e far sì che la violenza scatenata dalla battaglia si manifesti come uno sfregio scandaloso e insensato, suggerito anche dal monologo iniziale del soldato Witt:

“Cos’è questa guerra stipata nel cuore della natura? Perché la natura lotta contro se stessa? Perché la terra combatte contro il mare? C’è forza vendicativa nella natura.”

Nella scena sulla collina, l’altezza ribassata della camera esalta la vegetazione, poi la macchina da presa si alza solo per mostrare la bellezza di un paesaggio che sovrasta sempre gli uomini e che li proteggerebbe nel suo seno se non fossero anche soldati. Quando questi decidono di attaccare, la guerra appare intimamente estranea alla natura e a questa duramente contrapposta. In un film di guerra convenzionale, il campo sarebbe stato in ombra e la linea del sole non avrebbe scoperto i colori vivaci delle coltivazioni; sarebbe stata una natura complice e premonitrice dei destini dell’uomo, accompagnata magari da una musica drammatica, invece che dal vento e dal frusciare rassenerante dell’erba, come sentiamo all’inizio della scena.

Malick porta i suoi personaggi all’interno di una natura placida, dove la morte arriva d’improvviso, in forma di dolorosi squarci di rumore incastonati tra lunghe pause di silenzio.

La Natura viene rappresentata diversamente nei film 127 ore di Danny Boyle e Into the Wild di Sean Penn. Infatti, questa non è più placida come nel capolavoro di Malick, bensì selvaggia.

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Sia Aron Ralston (127 ore) che Christopher McCandless (Into the Wild) intraprendono un viaggio da soli nella natura estrema, rispettivamente nelle montagne americane dello Utah e in Alaska. Sia Aron che Christopher credono di conoscere la natura, di saperla interpretare e governare, ma questa è a volte maligna e cela dei pericoli; può mostrarsi ostile all’uomo. Infatti, la passione del trekking e della roccia madre gioca ad Aron un brutto scherzo quando un masso gli cade addosso impedendogli di liberarsi da esso; Christopher invece, trova la morte a causa di qualche radice velenosa. Quello che differenzia le due storie, per altro vere, in realtà è molto evidente: Aron ha potuto scegliere tra il lasciarsi morire o il continuare a vivere – pur dovendo prendere la drammatica decisione di mutilarsi il braccio – mentre Christopher non ha avuto alcuna possibilità di cambiare la sua triste sorte.

Sebbene non si parli propriamente di natura maligna, in entrambi i film la natura viene dipinta come ostile all’uomo; la sua vastità e complessità spesso nasconde delle insidie (il crollo di un masso per Aron Ralston, le radici velenose per Christopher McCandless) che per il genere umano possono rivelarsi fatali. Tuttavia, in Into the Wild viene sottolineato come la natura selvaggia ed estrema sia in grado di trasmettere all’uomo un senso di pace e di tranquillità interiore, che si può raggiungere soltanto rifuggendo dalla società capitalista. Questa concezione della natura si ispira a quella dei poeti romantici inglesi, che spesso si autoimponevano l’esilio e si rifugiavano negli ambienti naturali per meglio comporre le loro poesie.

Di Natura benigna e maligna si parla invece esplicitamente nel film italiano Il giovane favoloso di Mario Martone. La pellicola ripercorre la vita di Giacomo Leopardi dal punto di vista delle sue stesse opere. In questo caso non entriamo a contatto con una natura fisica come negli altri film, ma ci viene presentata sotto forma di concetto, attraverso i versi del poeta marchigiano.

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Il tema della Natura nell’opera leopardiana si è modificato nel corso degli anni: inizialmente la Natura è benigna, come capiamo bene dall’Infinito, dove proprio la siepe che ostacola la vista del poeta gli permette allo stesso tempo di immaginare cosa ci sia oltre. Poi, in A Silvia e nell’Ultimo canto di Saffo, la Natura diventa matrigna poiché priva Silvia della vita e Saffo della bellezza. Leopardi arriva infine a concepire la Natura come indifferente nel famoso Dialogo di un islandese con la Natura, contenuto nelle Operette Morali. L’Islandese accusa la Natura di essere la causa di tutte le sue sofferenze ma essa – rappresentata nel film come una statua gigante con le fattezze della madre del poeta – risponde che il destino degli uomini non le interessa: il suo unico fine è infatti il ciclo continuo di vita e di morte, ovvero svolgere incessante e noncurante il suo compito di prosecuzione della specie e di conservazione del mondo.


E a voi quali altre rappresentazioni filmiche della Natura vengono in mente?

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News della settimana: 25-30 giugno

Le notizie dal mondo del cinema settimana per settimana.

A Bologna, nell’ambito del festival Il Cinema Ritrovato, si è tenuta una conversazione aperta al pubblico tra Martin Scorsese, Matteo Garrone, Valeria Golino, Alice Rohrwacher e Jonas Carpignano.

Il canale YouTube della Cineteca di Bologna ha pubblicato il video integrale della lezione di cinema, avvenuta presso il Teatro Comunale.

I registi nostrani hanno fatto domande al cineasta italoamericano riguardanti aspetti generali del cinema ma anche curiosità personali. Gli argomenti affrontati sono stati la crisi attuale delle sale cinematografiche, l’insegnamento del cinema nelle scuole, il legame tra il lavoro del regista e la percezione da parte del pubblico, i criteri da seguire per scegliere quali film restaurare. A livello personale, è stato chiesto a Scorsese il suo legame con l’Italia e il cinema italiano, la fase di lavoro che preferisce, il rapporto con gli attori con cui lavora.

L’ospite ha risposto in maniera esaustiva e interessante alle domande, ponendo l’accento soprattutto sulla salvaguardia del patrimonio cinematografico. Come si può desumere dal nome, Il Cinema Ritrovato è infatti un festival dedicato ai film restaurati, e Martin Scorsese è stato uno dei primi a riconoscere l’importanza di preservare le pellicole del passato e ad impegnarsi concretamente nel restauro di queste, attraverso la sua Film Foundation.

In caso non abbiate tempo di guardare il video della conferenza, qui se ne riporta un resoconto dettagliato.

Fonti: Cineteca di Bologna, Coming Soon


Dopo l’annuncio della premiazione a Martin Scorsese, sono state diffuse altre anticipazioni della tredicesima Festa del Cinema di Roma.

L’attrice Sigourney Weaver, il regista Giuseppe Tornatore, lo sceneggiatore di Eternal Sunshine of the Spotless Mind Pierre Bismuth, i direttori della fotografia Luca Bigazzi e Arnaldo Catinari, i montatori Giogiò Franchini e Esmeralda Calabria: sono questi i nuovi ospiti confermati, protagonisti dei cosiddetti Incontri Ravvicinati. Per fare un esempio, Giuseppe Tornatore approfondirà con il pubblico la sua passione per il noir, tra letteratura e cinema.

Verrà inoltre presentato in anteprima Notti Magiche, l’ultimo film di Paolo Virzì ambientato a Roma durante i mondiali di calcio del 1990. Per il programma completo bisognerà aspettare il 5 ottobre.

Fonte: romacinemafest.it


È stata resa nota la lista dei nuovi membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (consultabile qui).

La lista dell’organizzazione cinematografica statunitense che ogni anno assegna i premi Oscar è stata aggiornata con ben 928 nuove personalità dello show business, alcune entrate di diritto dopo aver ricevuto un riconoscimento o una nomination durante la scorsa stagione dei premi, altre per essere salite alla ribalta. Se tutti i nuovi invitati accettassero di entrare a far parte dell’Academy, il numero totale dei membri salirebbe a 9226.

Tra le new entry italiane contiamo i registi Luca Guadagnino (reduce dal successo di Chiamami col tuo nome) e Alice Rorhwacher (vincitrice della migliore sceneggiatura a Cannes per Lazzaro Felice), ma anche la scenografa di Blade Runner 2049 Alessandra Querzola, che lo scorso marzo aveva ottenuto la nomination all’Oscar proprio per il film di Denis Villeneuve.

Una serie di grafici mostra inoltre come la percentuale dei membri di colore sia salita dall’8% del 2015 al 16%. Anche le presenze femminili sono cresciute (dal 28% dello scorso anno al 31%). Dei 928 nuovi invitati, i membri di colore rappresentano il 38% del totale, mentre quelli femminili il 49%. Merito – forse – anche del “movimento” OscarsSoWhite e della lotta alla parità di salari, nonché del recente MeToo.

 

Fonte: Variety


Durante la settimana, Amazon Studios ha rilasciato il trailer di Beautiful Boy, film diretto da Felix Van Groeningen con Steve Carell e Timothée Chalamet.

Steve Carell e Timothée Chalamet interpretano rispettivamente padre e figlio che combattono contro la dipendenza da metanfetamine di quest’ultimo. Beautiful Boy è tratto dalla storia vera di David e Nic Sheff, in particolare dai romanzi da loro scritti. Un film biografico quello di Van Groeningen che – probabilmente – punterà soprattutto sulle prove attoriali dei due interpreti. La prima impressione è positiva.


Leonardo DiCaprio ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto dal set di Once Upon a Time in Hollywood che lo ritrare con gli abiti di scena insieme a Brad Pitt.

First look. #OnceUponATimeInHollywood

A post shared by Leonardo DiCaprio (@leonardodicaprio) on

Il nono film di Quentin Tarantino racconterà la Hollywood del 1969, e in particolare l’omicidio di Sharon Tate – moglie di Roman Polanski – da parte dei seguaci della setta di Charles Manson. Il look di Di Caprio e Pitt – che interpreteranno rispettivamente un ex attore di film western e il suo stuntman – è decisamente adeguato e lascia ben sperare.


La sera del 30 giugno sono stati consegnati i Nastri dArgento al Teatro Greco di Taormina.

Dogman di Matteo Garrone è stato – meritatamente – il film più premiato di questa edizione, con ben 8 riconoscimenti nelle categorie principali. Quattro invece i Nastri d’Argento assegnati a Loro di Paolo Sorrentino. Premiati anche Chiamami col tuo nome e Ammore e Malavita, rispettivamente con uno e due premi.

Ecco la lista dei vincitori:

MIGLIOR FILM
A CIAMBRA di Jonas CARPIGNANO
CHIAMAMI COL TUO NOME di Luca GUADAGNINO
DOGMAN di Matteo GARRONE
LAZZARO FELICE di Alice ROHRWACHER
LORO di Paolo SORRENTINO

MIGLIOR REGIA
Paolo FRANCHI per DOVE NON HO MAI ABITATO
Matteo GARRONE per DOGMAN
Luca GUADAGNINO per CHIAMAMI COL TUO NOME
Gabriele MUCCINO per A CASA TUTTI BENE
Susanna NICCHIARELLI per NICO, 1988
Ferzan OZPETEK per NAPOLI VELATA

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Dario ALBERTINI per MANUEL
Valerio ATTANASIO per IL TUTTOFARE
Donato CARRISI per LA RAGAZZA NELLA NEBBIA
Fabio D’INNOCENZO, Damiano D’INNOCENZO per LA TERRA DELL’ABBASTANZA
Annarita ZAMBRANO per DOPO LA GUERRA

MIGLIOR COMMEDIA
AMMORE E MALAVITA
BENEDETTA FOLLIA
BRUTTI E CATTIVI
COME UN GATTO IN TANGENZIALE

IO SONO TEMPESTA
METTI LA NONNA IN FREEZER
SMETTO QUANDO VOGLIO – AD HONOREM

MIGLIOR SCENEGGIATURA
A CASA TUTTI BENE
DOGMAN
L’INTRUSA
LORO
NICO,1988

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Giuseppe BATTISTON per DOPO LA GUERRA e FINCHÈ C’È PROSECCO C’È SPERANZA
Alessio BONI per LA RAGAZZA NELLA NEBBIA, RESPIRI
Marcello FONTE ed Edoardo PESCE per DOGMAN

Valerio MASTANDREA per THE PLACE
Toni SERVILLO per LORO

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Peppe BARRA per NAPOLI VELATA
Stefano FRESI per SMETTO QUANDO VOGLIO – AD HONOREM e NOVE LUNE E MEZZA
Vinicio MARCHIONI per IL CONTAGIO e THE PLACE
Riccardo SCAMARCIO per LORO
Thomas TRABACCHI per AMORI CHE NON SANNO STARE AL MONDO e NICO,1988

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria GOLINO e Alba ROHRWACHER per FIGLIA MIA
Lucia MASCINO per AMORI CHE NON SANNO STARE AL MONDO
Giovanna MEZZOGIORNO per NAPOLI VELATA
Luisa RANIERI per VELENO
Elena Sofia RICCI per LORO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Adriana ASTI per NOME DI DONNA
Nicoletta BRASCHI per LAZZARO FELICE
Sabrina FERILLI per THE PLACE
Anna FOGLIETTA per IL CONTAGIO e IL PREMIO
Kasia SMUTNIAK per LORO

MIGLIOR ATTORE DI COMMEDIA
Antonio ALBANESE per COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Carlo BUCCIROSSO e Giampaolo MORELLI per AMMORE E MALAVITA
Sergio CASTELLITTO per IL TUTTOFARE
Edoardo LEO per SMETTO QUANDO VOGLIO, IO C’È
Marco GIALLINI per IO SONO TEMPESTA
Massimo POPOLIZIO per SONO TORNATO
Carlo VERDONE per BENEDETTA FOLLIA

MIGLIOR ATTRICE DI COMMEDIA
Sonia BERGAMASCO per COME UN GATTO IN TANGENZIALE
Barbara BOUCHET per METTI LA NONNA IN FREEZER
Paola CORTELLESI per COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Claudia GERINI e Serena ROSSI per AMMORE E MALAVITA
Miriam LEONE per METTI LA NONNA IN FREEZER
Ilenia PASTORELLI per BENEDETTA FOLLIA
Sara SERRAIOCCO per BRUTTI E CATTIVI

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Francesca AMITRANO – AMMORE E MALAVITA
Marco BASSANO – MADE IN ITALY
Luca BIGAZZI – LORO, ELLA & JOHN- THE LEISURE SEEKER
Gianfilippo CORTICELLI – NAPOLI VELATA
Vladan RADOVIC – FIGLIA MIA, SMETTO QUANDO VOGLIO – AD HONOREM

MIGLIOR SCENOGRAFIA
Giorgio BARULLO – DOVE NON HO MAI ABITATO
Dimitri CAPUANI – DOGMAN
Emita FRIGATO – LAZZARO FELICE
Ivana GARGIULO – NAPOLI VELATA
Rita RABASSINI – IL RAGAZZO INVISIBILE-SECONDA GENERAZIONE

MIGLIORI COSTUMI
Massimo CANTINI PARRINI – DOGMAN, LA TERRA DELL’ABBASTANZA
Alessandro LAI – NAPOLI VELATA
Carlo POGGIOLI – LORO
Daniela SALERNITANO – AMMORE E MALAVITA
Nicoletta TARANTA – AGADAH, A CIAMBRA

MIGLIOR MONTAGGIO
Claudio DI MAURO – A CASA TUTTI BENE
Walter FASANO – CHIAMAMI COL TUO NOME
Giogio’ FRANCHINI – MADE IN ITALY, RICCARDO VA ALL’INFERNO
Marco SPOLETINI – DOGMAN
Cristiano TRAVAGLIOLI – LORO

MIGLIOR COLONNA SONORA
NAPOLI VELATA
GATTA CENERENTOLA
NICO,1988
MADE IN ITALY
LORO
A CASA TUTTI BENE
AMMORE E MALAVITA

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
AMORI CHE NON SANNO STARE AL MONDO Interpretata da Giovanni TRUPPI – da Amori che non sanno stare al mondo
ARRIVANO I PROF  – Interpretata da Rocco HUNT – da Arrivano i prof
BANG BANG – interpretata da Serena ROSSI, Franco RICCIARDI, Giampaolo MORELLI – da Ammore e Malavita
DURANGO BLUES – Interpretata da Elisa ZOOT – da Benedetta follia
FIDATI DI ME  – interpretata da Massimo RANIERI, Antonella LO COCO – da Riccardo va all’Inferno
HO CAMBIATO I PIANI – di Niccolò AGLIARDI, Edwyn ROBERTS – Interpretata da ARISA – da Nove lune e mezza
PROOF Musica e testi di Maurizio FILARDO, WRONGONYOU – interpretata da Matilda DE ANGELIS – da Il premio
SCONNESSI – Interpretata da Carolina REY – da Sconnessi
THE PLACE  – Interpretata da Marianne MIRAGE da The Place
TIEMP’E VELENO – Interpretata da Enzo GRAGNANIELLO, Marco MASSINO, Sacha RICCI – da Veleno

MIGLIOR PRODUTTORE: Archimede, Rai Cinema: Matteo Garrone e Paolo Del Brocco – Dogman

MIGLIOR SOGGETTO: Luciano Ligabue – Made in Italy

MIGLIORE SONORO IN PRESA DIRETTA: Maricetta Lombardo – Dogman e Lintrusa

MIGLIOR CASTING DIRECTOR: Francesco Vedovati – Dogman

NASTRO SPECIALE: Paolo e Vittorio Taviani per la regia di Una questione privata

NASTRO CINEMA INTERNAZIONALE: Vittorio Storaro per la fotografia de La ruota delle meraviglie e Paolo Virzì per la regia di Ella & John – The Leisure Seeker

NASTRO ARGENTOVIVO CINEMA&RAGAZZI: Gabriele Salvatores per Il ragazzo invisibile – Seconda generazione

NASTRO D’ARGENTO ALLA CARRIERA: Gigi Proietti

NASTRO D’ARGENTO SPECIALE al cast di A casa tutti bene, regia di Gabriele Muccino

PREMIO NINO MANFREDI a Claudia Gerini per A casa tutti bene e Ammore e Malavita

Altri premi: Gatta Cenerentola per la qualità, l’innovazione e il coraggio produttivo

Fonte: cinemaitaliano.info

News della settimana: 18-24 giugno

Le notizie dal mondo del cinema settimana per settimana

Tra il 18 e il 24 giugno sono uscite le seguenti notizie:

Sam Mendes sarà alla regia di 1917, dramma bellico prodotto da Steven Spielberg.

Il nuovo film della Amblin Partners (in collaborazione con Neal Street Productions) sarà ambientato durante la Grande Guerra. Al momento non sappiamo altro sulla trama. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Mendes insieme a Krysty WilsonCairns, autrice di Penny Dreadful. Il regista inglese torna a collaborare per la quarta volta con Steven Spielberg, che produsse con la sua Dreamworks American Beauty, Era mio padre e Revolutionary Road. A tal proposito, Sam Mendes ha espresso grande soddisfazione:

Non potrei essere più felice di lavorare nuovamente con la Amblin e Steven Spielberg, insieme a Donna Langley e tutti quelli di Universal. Ho lavorato a questa sceneggiatura per più di un anno, quindi è molto eccitante vederla trasformarsi in realtà.

Steven Spielberg gli ha fatto eco:

La nostra compagnia è stata la casa di Sam fin dal suo primo film. Sono così felice di riaverlo qui, nella sua vecchia stanza, a tessere nuove storie – soprattutto questo nuovo film, incredibilmente audace e ambizioso.

Il budget della pellicola si aggira intorno ai 100 milioni di dollari; per la distribuzione è prevista una collaborazione con la Universal Pictures. Le riprese di 1917 inizieranno il prossimo aprile, mentre l’uscita del film nelle sale americane è prevista per la fine di dicembre 2019.

Fonti: Screen Week, Awards Today


Martin Scorsese riceverà il Premio alla Carriera alla Festa del Cinema di Roma, che si terrà dal 18 al 28 ottobre 2018.

“È un onore unico consegnare il Premio alla Carriera a un gigante del cinema – ha detto il direttore artistico Antonio Monda – Sono entusiasta e commosso di poter celebrare Scorsese, non solo come grandissimo regista ma anche per il suo ruolo straordinario e impagabile nella riscoperta del grande cinema classico e, in particolare, del cinema italiano”.

A consegnare il riconoscimento al maestro statunitense ci sarà un altro maestro del cinema, Paolo Taviani.

Invidia per chi ci sarà!

Fonte: romacinemafest.it


James Ivory vuole persuadere Daniel DayLewis dal ritirarsi dalle scene.

Con il magnifico Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, Daniel Day-Lewis avrebbe ufficialmente chiuso la sua carriera cinematografica, ma James Ivory avrebbe in serbo per lui un ruolo perfetto, che potrebbe convincerlo a tornare a recitare.

Al momento, oltre ad avere già pronta la sceneggiatura di The Judges Will per la regia di Alexander Payne, Ivory sta adattando per il grande schermo il romanzo di Peter Cameron, Coral Glynn; un progetto che lo vedrà anche nelle vesti di regista. Ambientato nella Londra degli anni Cinquanta, il film avrà per protagonista un detective che, secondo lo sceneggiatore di Chiamami col tuo nome, potrebbe essere interpretato meravigliosamente dall’attore inglese tre volte premio Oscar.

Il regista e sceneggiatore ha dichiarato a Filcomment:

C’è un detective nella storia che andrebbe bene per Daniel Day-Lewis, così come ci sono parti molto buone per Helena Bonham Carter, Julian Sands e Rupert Graves, ora tutti sulla cinquantina. Daniel si è ritirato dalla recitazione già in passato, ma ne è uscito per interpretare Abraham Lincoln. Forse vorrà anche interpretare il nostro detective e sarà convinto dal fatto di potersi a unire ai suoi vecchi amici.

Fonte: The Film Stage


Il primo film in lingua inglese di Paolo Genovese sarà The First Day of My Life, adattamento cinematografico del suo romanzo.

Il regista di The Place e Perfetti Sconosciuti (di cui sono già stati fatti – o in lavorazione – alcuni remake in tutto il mondo) si prepara a fare il suo debutto negli Stati Uniti con The First Day of My Life, tratto dal romanzo Il primo giorno della mia vita da lui scritto. Variety descrive la pellicola come una dramedy sulla falsariga del classico di Frank Capra La Vita è Meravigliosa, anche se – personalmente – lo vedo vicino a Non buttiamoci giù, tratto dal romanzo di Nick Hornby.

Ambientata a New York, la storia ruota attorno a quattro amici che decidono di togliersi la vita e stringono un patto con una persona dotata di poteri paranormali che dà loro la possibilità di fare un salto in avanti nel tempo di una settimana, per vedere le reazioni di amici e parenti alla loro morte. Ritornati indietro, i quattro potranno decidere se buttarsi o meno da un ponte di Manhattan.

È quasi un manuale di sopravvivenza – ha affermato il regista – Mi serviva scrivere qualcosa di gioioso, anche se il tema è il suicidio. Qualcosa che dia senso alla vita. Penso che sia qualcosa di cui la gente ha bisogno”.

Genovese ha passato due mesi a New York alla ricerca di location, perfezionando la sceneggiatura. La pellicola verrà girata con attori americani che interpreteranno i quattro protagonisti: Emily, un’ex atleta olimpionica finita sulla sedia a rotelle, Aretha, una poliziotta dal passato carico di dolore, Daniel, che da bambino faceva l’attore di pubblicità, e Napoleon, un uomo di successo. Lo sviluppo del film è in fase avanzata, e Leone Film Group e Medusa sono in trattative per impostare la produzione come un progetto italoamericano. Non è ancora chiaro chi sarà il partner americano dell’operazione.

Fonte: BadTaste.it


Durante la settimana è uscito il trailer di Welcome to Marwen, film di Robert Zemeckis con Steve Carell nel ruolo del protagonista.

Il film uscirà in autunno e si basa sulla storia vera di Mark Hogancamp, un artista e fotografo che in seguito a un’aggressione ebbe gravi problemi di memoria e perse la capacità di parlare e camminare. Hogancamp iniziò però a costruire la miniatura di una città ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, che lo aiutò a rimettersi in sesto.

Robert Zemeckis ha già sperimentato gli incastri tra recitazione e animazione digitale in Chi ha incastrato Roger Rabbit. Per Welcome to Marwen, ha ricorso all’animazione per le scene ambientate nella città in miniatura.

Personalmente, ho già i feels. E poi, c’è Steve Carell.

Fonte: Il Post


Il designer di motion graphics e di titoli di testa Richard Greenberg è morto all’età di 71 anni. Suoi i titoli d’inizio de Gli Intoccabili di Brian De Palma, accompagnati dalla musica di Ennio Morricone, ma anche quelli di Alien, Matrix, Dirty Dancing, e molti altri cult del cinema.

Vi lascio la playlist di YouTube a lui dedicata.

Fonte: BadTaste.it


Come al solito, lascio la parola a voi. Usate la sezione commenti per pareri, consigli, frustrazioni…insomma, sbizzarritevi!

News della settimana: 11-17 giugno

Le notizie dal mondo del cinema settimana per settimana

Nuovo appuntamento con le news sulla settima arte!

Questa settimana:

La Fox Searchlight ha rilasciato via Twitter la prima immagine del nuovo film di Taika Waititi, Jojo Rabbit.

Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, Jojo Rabbit è un film satirico che vede un adolescente della gioventù hitleriana sublimare la figura del padre scomparso – un nazista accusato di collaborazionismo con i nemici – nelle fattezze di Adolf Hitler, interpretato dallo stesso Taika Waititi. Nel cast anche Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson e Sam Rockwell.


Secondo quanto affermato dal programma spagnolo Canal Sur Almeria, The Sisters Brothers di Jacques Audiard sarebbe nella line-up della Mostra del Cinema di Venezia.

Ambientato a metà Ottocento, il film segue le vicende di Hermann Kermit Warm, inquietante cercatore d’oro che viene inseguito per mille miglia attraverso il deserto dell’Oregon fino a San Francisco dai famigerati assassini Eli e Charlie Sisters, incaricati dal loro boss di farlo fuori. Durante il tragitto però, Eli vive una crisi personale e comincia a dubitare delle scelte fatte, mandando all’aria tutti i piani.

Nel cast Jake Gyllenhaal, Joaquin Phoenix, John C. Reilly e Riz Amed.

Il 25 luglio, giorno in cui verrà annunciata la selezione del Festival, avremo la conferma o la smentita.

Fonte: Awards Today


John Boyega è intervenuto su Twitter a proposito degli insulti a Kelly Marie Tran (di cui avevo parlato la settimana scorsa). Ecco cosa ha scritto l’attore:


Questa settimana è uscito il teaser trailer di Dumbo, live-action del capolavoro Disney diretto da Tim Burton.

Tra gli interpreti troviamo Michael Keaton, Eva Green, Danny DeVito, Alan Arkin e Colin Farrell.

Cosa pensate dei live-action? Quale cartone animato vorreste vedere interpretato da attori in carne ed ossa?


Ewan McGregor sarà Danny Torrance in Doctor Sleep, sequel di Shining tratto anch’esso dall’omonimo libro di Stephen King.

Danny, ormai adulto, non ha ancora superato i traumi infantili. Adesso usa il suo potere speciale per aiutare i pazienti dell’ospizio dove lavora a passare a miglior vita in maniera serena, ma si troverà a fronteggiare una terribile minaccia. Danny cercherà infatti di salvare una giovane ragazza da un gruppo di altre persone che possiedono la “luccicanza”, le quali hanno scoperto di poter aumentare i propri poteri se li risucchiano da altri nel momento in cui muoiono.
Alla regia Mike Flanagan, che si era già confrontato con un romanzo di King nel film Netflix Il gioco di Gerald.

La Warner sembrerebbe interessata a proporre anche un prequel del capolavoro di Stanley Kubrick. Ma questa è un’altra storia.

Fonte: Sentieri Selvaggi


Pareri? Commentate qua sotto!

Trilogia Before – Analisi del trittico di Richard Linklater

Il trittico di Richard Linklater composto da Before Sunrise, Before Sunset e Before Midnight è considerato un gioiellino del cinema indipendente e una visione imprescindibile per gli amanti delle commedie romantiche.

Nonostante la vicenda si svolga in soli tre giorni nell’arco di vent’anni, Linklater è riuscito a raccontare le fasi principali di una relazione sentimentale in modo piuttosto sincero e intelligente, trovando un raro equilibrio tra romanticismo e cinismo, idealismo e realismo.
Infatti, la storia di Jesse e Céline è la storia d’amore in cui tutti – e a qualsiasi età – possono più o meno ritrovarsi.

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Before Sunrise (1995)

“Before Sunrise is about what could be, Before Sunset is about what should have been, Before Midnight is about what it is.”

L’attore Ethan Hawke, che interpreta il protagonista maschile, ha riassunto la Trilogia in poche ma calzanti parole: il primo film è su quello che potrebbe essere, il secondo su quello che sarebbe dovuto essere, e il terzo su quello che è.


Before Sunrise

Nell’estate del 1994, Jesse e Céline si conoscono su un treno per Parigi. Lui studente americano, piantato dalla fidanzata a Madrid, diretto a Vienna per prendere il volo di ritorno; lei una studentessa francese appena stata a Budapest per fare visita a sua nonna. Si piacciono fin da subito e decidono di scendere a Vienna per conoscersi meglio, in attesa del volo di Jesse che partirà all’alba. I due camminano e parlano per tutta la notte, fino al momento dei saluti, con la promessa di rivedersi sei mesi dopo nello stesso luogo.

Before Sunset

Passati 9 anni, assistiamo al secondo incontro dei due, questa volta a Parigi, dove Céline vive e Jesse ha presentato il suo ultimo libro che, naturalmente, parla proprio della notte di nove anni prima. Così scopriamo che mentre Jesse si era presentato all’appuntamento, Céline non aveva potuto raggiungerlo a causa della morte improvvisa della nonna. Da quella notte viennese entrambi sono cambiati: Céline non si lascia più andare nelle relazioni per paura di soffrire troppo e Jesse, costretto a sposarsi per l’arrivo di un figlio, ha una vita matrimoniale infelice. Nonostante siano passati anni, il loro sentimento è rimasto immutato, e questa volta Jesse perde di proposito l’aereo che sarebbe partito al tramonto.

Before Midgnight

Nel 2013 – nuovamente dopo 9 anni – Jessie e Céline trascorrono le vacanze in Grecia, ospiti di alcuni amici intellettuali; insieme a loro ci sono le gemelline frutto della loro unione e, prima che ripartisse per gli Usa, c’era anche Hank, il figlio di Jesse e della ex moglie. Tra i due protagonisti l’amore continua ormai da vent’anni, ma l’età (sono entrambi quarantunenni), la routine quotidiana e il forte legame di Jesse con il primo figlio – cui vorrebbe stare più vicino – rischiano di incrinare qualcosa. Dopo un’intensa discussione che lascia presagire il peggio in quella che doveva essere una serata romantica, Jesse e Céline si riconciliano ad un tavolino da caffè prima di mezzanotte.


Before Sunrise è caratterizzato da un sentimento di speranza; Jesse e Céline hanno il presentimento che il legame stabilitosi tra loro non possa proseguire oltre quella notte, ma ingenuamente si promettono di rivedersi dopo sei mesi; promessa che, per uno scherzo del destino, non può essere mantenuta. In Before Sunset il sentimento principale provato dai due personaggi è il rimpianto di come sarebbero state le loro vite se fossero riusciti a rincontrarsi a Vienna, o se si fossero lasciati l’indirizzo e il numero di telefono; questo tarlo consuma entrambi, ma Parigi offre loro una seconda possibilità. Before Midnight racconta i dubbi e le frustrazioni che sopraggiungono con l’avanzare dell’età; è il momento in cui Jesse e Céline passano in rassegna le cose che si sono fatti a vicenda, e cercano un compromesso per continuare a vivere il loro grande amore.

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Before Sunset (2004)

Lo sguardo offerto da Richard Linklater sulle dinamiche amorose è estremamente stretto, focalizzato, ma anche molto ampio, generale. L’obiettivo della Trilogia è fare una rappresentazione più sincera e condivisibile possibile dell’amore: attraverso la storia emblematica di Jesse e Céline si vuole indagare l’animo umano, le relazioni con se stessi e con gli altri, e il loro evolversi nel tempo.

Durante le loro lunghe passeggiate, Jesse e Céline dialogano incessantemente. Tramite la parola, i due personaggi entrano in sintonia, si conoscono, si amano e si feriscono.

Le sceneggiature sono caratterizzate da dialoghi brillanti, quasi filosofici, su temi esistenziali quali la vita, la morte, l’amore, le aspirazioni personali, che si intrecciano con i luoghi circostanti. Lo spazio ha infatti un ruolo fondamentale: il vagabondare dei personaggi negli angoli delle città fa scattare la riflessione ad alta voce, soprattutto nel primo film. In Before Sunset lo spazio non ha la stessa valenza simbolica, così come la sceneggiatura si concentra maggiormente sulle vite dei protagonisti e meno sui temi universali. Nel terzo ed ultimo capitolo, ora che Jesse e Céline si conoscono reciprocamente, li vediamo relazionarsi con gli altri come una coppia; agli occhi degli amici e dei figli non appaiono più come due singole entità bensì come una cosa unica. Eppure, quando sono soli, continuano a parlare come hanno sempre fatto, e la loro personalità è ancora molto forte. La parola è l’arma che permette loro di conoscersi, di amarsi, di ferirsi e, in definitiva, di comprendersi; perché nella Trilogia Before – e forse questa è la sua lezione più grande – lo scambio di opinioni non è mai distruttivo, bensì sempre costruttivo.

La regia di Linklater è silenziosa ma non per questo anonima. Il regista americano ricorre ad alcuni movimenti di camera per “seguire” i personaggi, oppure al jump-cut per “fotografare” gli angoli delle città, come già aveva fatto Truffaut prima di lui e come farà in seguito Woody Allen per l’incipit di Midnight in Paris. Linklater realizza anche alcuni long take, soprattutto in Before Sunset, in modo da far coincidere il tempo cinematografico e il tempo reale. Inoltre, ogni film è stato girato veramente a distanza di 9 anni; questa scelta registica in particolare è praticamente unica nel suo genere, e si è rivelata decisamente adeguata.

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Before Midnight (2013)

Jesse e Céline sono cresciuti insieme agli attori, e viceversa.

Come se non fosse già abbastanza autentica la storia di Jesse e Céline, ciò che la rende ancora più verosimile è infatti la crescita dei due interpreti principali. Negli anni, Ethan Hawke e Julie Deply sono cambiati parallelamente ai loro personaggi, e l’immedesimazione è in effetti molto palpabile, a maggior ragione perché entrambi gli attori hanno contribuito a scrivere le sceneggiature, rendendo i film più romantici di come lo erano in partenza. Quindi viene da chiedersi: dove finisce Jesse e inizia Ethan Hawke? E ancora, quanto c’è di Julie Deply in Céline? Anche lo spettatore, vedendo rappresentate a grandi linee tre delle tappe fondamentali della vita e di una relazione amorosa, si riconosce nei protagonisti.

Le interpretazioni sono sentite e spontanee. Tra i dialoghi esaustivi si distinguono alcune frasi allusive, mentre nei momenti di silenzio i due interpreti continuano a comunicare attraverso il linguaggio del corpo: avvertiamo ciò che provano anche da uno sguardo distolto per imbarazzo, da una mano pronta ad accarezzare poi ritratta. Alcune tra le scene più romantiche sono proprio quelle dove non c’è dialogo, o addirittura a malapena il contatto visivo.

La trilogia composta da Before Sunrise, Before Sunset e Before Midnight è deliziosa e sofisticata.
Consigliata agli amanti dei dialoghi e agli inguaribili romantici.